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	<title>Softair Blog - Opinioni, idee e notizie dal mondo del softair &#187; Tattica</title>
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	<description>Opinioni, idee e notizie dal mondo del softair</description>
	<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 13:53:04 +0000</pubDate>
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		<title>La Tattica nel Softair: Prima Puntata</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 22:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GUINNESS</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tattica]]></category>

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		<description><![CDATA[Come promesso, iniziamo una nuova serie di articoli a puntate, questa volta dedicati alla tattica nel Softair.
Le parole “Tattica Militare” sono comunemente usate da softgunner, giocatori di paintball, e ovviamente, personale militare. In questo articolo forniremo le informazioni di base sulle tattiche militari e parleremo di come applicarle al singolo giocatore o al team softair.

Nelle prossime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="Tattica nel Softair - Sersen in action" href="http://www.softairblog.com/wp-content/uploads/2006/12/sersen.jpg" rel="lightbox"><img id="image143" title="Tattica nel Softair - Sersen in action" alt="Tattica nel Softair - Sersen in action" src="http://www.softairblog.com/wp-content/uploads/2006/12/sersen.miniatura.jpg" align="right" /></a>Come promesso, iniziamo una nuova serie di articoli a puntate, questa volta dedicati alla tattica nel Softair.</p>
<p>Le parole “Tattica Militare” sono comunemente usate da softgunner, giocatori di paintball, e ovviamente, personale militare. In questo articolo forniremo le informazioni di base sulle tattiche militari e parleremo di come applicarle al singolo giocatore o al team softair.</p>
<p><span id="more-144"></span></p>
<p>Nelle prossime puntate andremo più in profondità, ma prima di tutto occorre porre le basi. Probabilmente questi sono concetti che molti lettori conosceranno, ma, per non penalizzare  le persone nuove a questo sport, pensiamo che sia il caso di cominciare dall’inizio.</p>
<p>La definizione di “Tattica Militare” è riassumibile in un concetto: si tratta del metodo di ingaggiare e battere un nemico in battaglia. Attraverso il tempo, le tattiche militari sono cambiate notevolmente, sotto l’influenza della filosofia e della tecnologia.</p>
<p>Fino al diciannovesimo secolo, le tattiche militari trattavano prevalentemente di come manovrare le unità in una battaglia in campo aperto. Se ci pensate bene, la maggior parte delle battaglie del diciannovesimo secolo e precedenti si svolgevano in grandi spazi aperti dove gli eserciti si incontravano e combattevano, specialmente  nelle guerre e nelle battaglie europee.</p>
<p><img id="image140" title="Pattuglia" alt="Pattuglia" src="http://www.softairblog.com/wp-content/uploads/2006/12/patrol.jpg" align="right" />Nella terminologia moderna, la tattica si riferisce più che altro all’applicazione operativa della forza ad una situazione. Non bisogna confonderla con la strategia militare, che si riferisce a risultati di lungo termine.</p>
<p>Ci sono molti livelli ai quali si può applicare la tattica: dalla “pulizia” di una stanza fino ad arrivare ad aree che spaziano per chilometri.</p>
<p>Comunemente le tattiche militari includono assalti frontali, assalti laterali (o alle spalle), imboscate, ecc…</p>
<p>Ora possiamo parlare di qualche tattica di base utile per voi o per il vostro team.</p>
<p>Ricognizione (reconnaissance) : è il termine militare che indica la raccolta di informazioni sul nemico. Queste possono includere: informazioni sulla posizione, sull’entità delle sue forze, sulle sue intenzioni, il miglior modo per infiltrarsi ed esfiltrarsi nell’area operativa del nemico, ecc.<br />
Fondamentalmente state raccogliendo tutte le informazioni possibili sul nemico e su come portare a termine al meglio i compiti che vi sono stati assegnati e la missione. Grazie a questo potrete avere delle solide basi per il lato di “intelligence” della missione.<br />
Gli americani chiamano questo tipo di attività  in gergo “recce” o “recon” a seconda del ruolo della missione di riconoscimento.</p>
<p align="center"><img id="image141" title="Pattuglia" alt="Pattuglia" src="http://www.softairblog.com/wp-content/uploads/2006/12/patrol2.jpg" /></p>
<p>La pattuglia (patrol) è un’altra modalità tattica. Piccoli gruppi di unità o singoli elementi (a seconda di quanti uomini sono necessari) sono distaccati da una formazione più grande ed inviati a completare un determinato obiettivo e ricongiungersi. Esistono molti tipi di pattuglia a seconda del tipo di obiettivo.<br />
La pattuglia più comune raccoglie informazioni di intelligence all’interno di una missione di ricognizione. La pattuglia può cercare di rimanere nascosta  e registrare informazioni sul nemico senza essere scoperta.<br />
Alcune pattuglie di ricognizione possono anche andare allo scoperto, esattamente il contrario di quanto detto sopra, perché la loro missione può essere quella di interagire con la popolazione civile per raccogliere informazioni sul nemico.</p>
<p>Una pattuglia di combattimento è un gruppo con un nutrito numero di uomini (plotone o compagnia) ed un equipaggiamento adatto ad un raid o una imboscata contro un nemico specifico. Non confondete questo tipo di missioni con un attacco perché dopo un raid o un’imboscata il terreno guadagnato battendo il nemico non viene occupato stabilmente.</p>
<p>Una pattuglia di “pulizia” (clearing patrol) è una piccola pattuglia che ha il compito di “ripulire” un’area difensiva occupata da poco,  per assicurarsi che questa sia sicura e priva di unità nemiche. Questo tipo di pattuglie sono inviate in missioni chiamate “screens”.</p>
<p><a class="imagelink" title="Imboscata" href="http://www.softairblog.com/wp-content/uploads/2006/12/ambush2.jpg" rel="lightbox"><img id="image142" title="Imboscata" alt="Imboscata" src="http://www.softairblog.com/wp-content/uploads/2006/12/ambush2.miniatura.jpg" align="left" /></a>L’imboscata è un altro tipo di tattica militare che prevede l’attacco del nemico da parte di unità nascoste o mimetizzate, nell’esatto momento in cui questi passa in un determinato punto. Gli attaccanti colpiscono di nascosto da posizioni riparate come cespugli fitti o colline. Questa tattica è utilizzata quando si vogliono ottenere informazioni o stabilire il controllo di un’area. L’imboscata di solito è utilizzata da truppe di terra più grandi di un plotone.<br />
Si tratta di  un’operazione composta da più fasi e dovrebbe essere pianificata in dettaglio dall’inserzione al disimpegno (è consigliabile anche avere un piano B e magari anche un piano C…).</p>
<p>Le fasi principali di un’imboscata sono:<br />
1) Pianificazione: Prima di tutto occorre designare un’area di fuoco (kill zone), cioè una zona in cui ragionevolmente tutti gli operatori in attacco si trovino in posizione favorita, riparata ed il nemico sia a portata di tiro.<br />
2) Impostazione: Per avere successo in un’imboscata, una pattuglia deve dispiegarsi di nascosto nell’area operativa e posizionarsi in punti sicuri e coperti dai quali si possa controllare bene l’area di fuoco. Se la vostra squadra ha abbastanza uomini, cercate di disporre un “gruppo di contatto” (cut-off group): si tratta di un gruppo di  “scouts” all’inizio dell’area di fuoco che hai il compito di avvisare via radio il comandante delle operazioni quando il nemico si sta avvicinando e di prevenire che unità nemiche riescano a fuggire, tagliando loro la strada, una volta che l’imboscata è inziata.<br />
E’ fondamentale, nell’impostare un’imboscata, che il comandante si assicuri che nessuno dei suoi uomini sia in linea di tiro con i compagni. Una volta che la vostra squadra è posizionata, dovete solo aspettare che in nemico sia nei vostri mirini<br />
3) Il passo successivo è molto semplice: eliminare il nemico, la fase di esecuzione. Ripetiamo, l’avvicinarsi del nemico dovrebbe essere segnalata dal gruppo di contatto. Una volta che questi si trova nel centro dell’area di fuoco o a portata di tiro, il comandante dovrebbe iniziare l’imboscata iniziando a sparare con la propria arma, innescando un’esplosione o dando un segnale. Una volta dato il via, tutte le unità devono intervenire con fuoco sostenuto e rapido. La parte conclusiva consiste nel verificare le condizioni del nemico per ottenere informazioni di intelligence, fare prigionieri, controllare i corpi oppure, se siete umani, curare i feriti.<br />
4) In ultimo c’è l’estrazione o esfiltarazione. La vostra squadra ora è scoperta, ci dovrebbe essere una piano di fuga per uscire dall’area operativa il prima possibile prima dell’arrivo dei rinforzi nemici.</p>
<p>Per concludere questa puntata parliamo dell’attacco frontale. Un assalto frontale è anche detto assalto suicida. Perché? Bene, si tratta di un movimento ostile, diretto, di un gran numero di forze verso un nemico nel tentativo di sconfiggerlo. Questo dovrebbe essere sempre l’ultima risorsa per un comandante. Durante il diciannovesimo secolo, questo tipo di combattimento era molto utilizzato a cavallo, ma dopo che la portata e la precisione delle armi sono aumentate, è diventato chiaramente un metodo suicida. Questo tipo di tattica è stata molto usata anche durante la Guerra Civile Americana e la Prima Guerra Mondiale, nei combattimenti in trincea ed è stata tra le cause principali del gran numero di morti durante la guerra di posizione.</p>
<p>Al momento queste sono le tattiche militari più elementari. Nelle prossime puntate approfondiremo meglio alcune di esse e parleremo di come queste si possano applicare al softair.</p>
<p><em>NB: Questo articolo è frutto della collaborazione con USASOC </em><a href="http://www.officialusasocmagazine.com/" target="_blank"><em>www.officialusasocmagazine.com</em></a><em> - Grazie a Nick Petrus</em></p>
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